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martedì 2 aprile 2013
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venerdì 27 aprile 2012
Da Rittal proposte di alta qualità per le rinnovabili, a Solarexpo
venerdì 28 maggio 2010
Terra Futura. Legambiente Rapporto Ecoprofughi
TERRA FUTURA, mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità
Firenze, Fortezza da Basso, dal 28 al 30 maggio 2010 (settima edizione).
“Le comunità sostenibili e responsabili. Laboratori di futuro”
50 MILIONI DI PERSONE IN FUGA DAL CLIMA.
Legambiente presenta a Terra Futura il rapporto Ecoprofughi.
Firenze, 28 maggio 2010 - Una nuova figura di esuli si è affacciata prepotentemente alla storia: i profughi del clima. Secondo le stime per il 2010 sono 50 milioni le persone che, nel mondo, abbandonano le proprie terre, non più in grado di garantire la sopravvivenza. Nel 1990 il loro numero era di 25 milioni ed entro il 2050 potrebbe superare i 200 milioni. Inoltre, attualmente ci sono almeno altri 192 milioni di persone che non vivono nella loro terra di nascita. Sono questi i dati sconcertanti del nuovo rapporto “Ecoprofughi” di Legambiente, presentato oggi nell’ambito di “Terra Futura”, mostra-convegno internazionale di buone pratiche di vita, di governo e d’impresa, in corso alla Fortezza da Basso, Firenze, fino a domenica 30 maggio.
Nel 2008 a fronte dei 4,6 i milioni di profughi in fuga da guerre e violenze, sono state 20 milioni le persone costrette a spostarsi temporaneamente o definitivamente in seguito a eventi meteorologici estremi. E il fenomeno che già nel 1990 riguardava 25 milioni di persone sembra destinato ancora ad aumentare. Solo tra il 2005 e il 2007 l’agenzia dell’ONU ha risposto a una media annua di 276 emergenze in 92 Paesi, oltre la metà delle quali causate da calamità, il 30% da conflitti e il 19% da emergenze sanitarie. E secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’International Organization for Migration (IOM) entro il 2050 si raggiungeranno, i 200/250 milioni di persone coinvolte (una ogni 45 nel mondo), con una media di 6 milioni di uomini e donne costretti ogni anno a lasciare i propri territori.
«La situazione è drammatica – dice Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente –, ma il fatto che il numero degli ecoprofughi sia in crescita deve essere un segnale d’allarme fortissimo. Infatti, dimostra che siamo troppo vicini al punto di rottura: le persone non potranno mai più tornare a vivere nei territori che sono state costrette ad abbandonare». A fronte di un’emergenza planetaria, come è possibile intervenire? «Da una parte bisogna arrivare al definitivo riconoscimento dello status giuridico di rifugiato ambientale. Ma ancora più importante è l’avvio di una politica di cooperazione internazionale molto più attenta a questi aspetti: non ci potrà essere un nuovo “Protocollo di Kyoto” dedicato all’abbattimento della CO2 senza che al suo interno sia previsto un capitolo dedicato alle azioni e alle risorse per mitigare le conseguenze dei mutamenti climatici».
In fuga non da guerre né dalla fame, queste persone scappano dai cambiamenti climatici che rendono le loro terre aride impedendone la coltivazione e che si manifestano con eventi meteorologici estremi, come alluvioni e uragani. Tra i paesi più esposti c’è il Bangladesh, nella cui capitale a fronte di 12 milioni di abitanti sono circa 400.000 le persone colpite da disastri meteorologici che vi si riversano ogni anno. Dal fenomeno non è esente il continente americano: la migrazione di un milione di persone all’anno dal Messico agli Stati Uniti secondo gli esperti è in parte causata dal declino ecologico di un paese che per il 60% versa in condizioni di degrado ambientale.
Oggi anche l’Italia inizia a vedere i primi effetti del clima, spiega ancora Gubbiotti: «Il nostro paese è interessato in modo sempre più importante da fenomeni quali la desertificazione e la salinizzazione delle acque dolci, dirette conseguenze di cambiamenti climatici. Questi problemi, quindi, non sono più tanto lontani, poiché interessano il nostro meridione, le nostre isole e quindi il paese intero». La nostra penisola ha già iniziato a scontare gli effetti del riscaldamento globale per desertificazione e innalzamento dei mari. Negli ultimi 20 anni, infatti, in Italia si è triplicato l’inaridimento del suolo e si stima che il 27% del territorio nazionale rischia di trasformarsi in deserto. Sono interessate soprattutto le regioni meridionali, dove l'avanzata del fenomeno rappresenta già da un decennio una vera e propria emergenza ambientale. La Puglia è la regione più esposta con il 60% della sua superficie, seguita da Basilicata (54%), Sicilia (47%) e Sardegna (31%). Ma sono a rischio anche le piccole isole.
Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica è promossa da Fondazione culturale Responsabilità Etica onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente. Terra Futura è un evento sostenibile grazie alle sue scelte e azioni responsabili. L’ingresso è libero; orario di apertura: venerdì ore 9.00-20.00, sabato ore 9.30-21.00 (eventi e spettacoli fino alle ore 24.00), domenica ore 10.00-20.00.
Terra Futura: FederBio, verso Tavolo Nazionale Agricoltura Biologica e Cambiamenti Climatici
lunedì 16 novembre 2009
"Cambiamenti Climatici e ecosostenibilità" Business lunch a tema della British Chamber of Commerce for Italy
L'iniziativa realizzata con il contributo di Easynet Global Services, del Consolato Generale Britannico e di AzzeroCO2, vede la partecipazione dell'Ambasciatore Britannico Edward Chaplin
e di Paolo Barilla, Vice Presidente di Barilla, come ospite d'onore dell'appuntamento
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Manuela Pioggia
Ufficio Stampa AzzeroCO2
via Genova 23 00184 Roma
telefono: 06 48900948
cell. 333 3241681
Fax. 06 48987086
www.azzeroco2.it
sabato 31 ottobre 2009
KEY ENERGY: ACCORDO LONTANO SU COPENHAGEN?
ACCORDO LONTANO SU COPENHAGEN?
LA PAROLE ALLE DELEGAZIONI IMPEGNATE NELLE TRATTATIVE
A Key Energy molta prudenza tra i rappresentanti di Unione Europea, Cina, India e Stati Uniti alla vigilia del summit climatico
Rimini, 31 ottobre 2009 - Mancano poche settimane al cruciale appuntamento di Copenhagen per il futuro del pianeta ed è ancora molto lunga e tortuosa la strada che dovrebbe portare ad un accordo mondiale in materia di riduzione delle emissioni climalteranti. Entro il mese di novembre le delegazioni dei vari Paesi impegnate nella ricerca di soluzioni condivise dovranno trovare una sintesi tra le varie proposte. È quanto emerso stamani all'incontro "Copenhagen e oltre. Le risposte del mondo alla sfida del clima", organizzato da Kyoto club nell'ambito di Key Energy che si chiude oggi a Rimini Fiera.
"La discussione continua a girare attorno alla questione finanziaria - rileva Carlo Corazza rappresentante a Milano della Commissione Europea - Nei giorni scorsi il Consiglio europeo si è riunito e si è parlato di un sostegno che dovrebbe essere garantito dai Paesi aderenti per circa 30 miliardi di euro. L'Unione europea farà la sua parte con 5-7miliardi di euro. Si tratta comunque di misure non sufficienti se tutti i Paesi coinvolti non faranno la propria parte"
"Copenhagen - rileva Corazza - costituisce un'occasione storica per il mondo intero. Il presidente Barroso quando presentò il pacchetto clima-energia 20/20/20 parlò già nel 2007 di una terza rivoluzione industriale. Occorre dunque molto coraggio da parte di tutti".
Di coraggio e di soluzioni condivise ha parlato anche Chengyong Sun, consigliere per gli affari scientifici dell'Ambasciata della Repubblica popolare cinese. "La corsa alla sfida climatica deve passare attraverso una reale e sincera cooperazione internazionale. Detto questo ricordiamoci che in Cina vivono 1,3 miliardi di persone e che più di 50 milioni sono ancora sotto il livello di povertà e quindi il processo che porterà il nostro Paese ad essere dal punto di visto industriale e tecnologico alla pari degli altri è ancora molto lungo".
Posizione analoga anche per Saurabh Kumar, vice ambasciatore indiano in Italia che difende gli interesse dei Paesi in via di sviluppo e respinge parzialmente le misure dei paesi occidentali che puntano ad una mitigazione della crescita e di conseguenza delle emissioni inquinanti. "Il nostro contributo alle emissioni GHG - rileva l'ambasciatore - è solo del 4%, avendo comunque una popolazione che è il 17% del totale mondiale. Ogni indiano inquina per una tonnellata di Co2 all'anno. Quanti Paesi occidentali possono dire la stessa cosa?".
Più ottimista la posizione degli Stati Uniti. Jean Preston consigliere Usa per gli affari ambientali scientifici e tecnologici ha parlato di svolta epocale anche per Washington grazie all'arrivo di Barack Obama. Preston ha sottolineato l'enorme cambiamento di rotta da parte del suo Paese con l'approvazione, avvenuto a luglio da parte del congresso, dell'"American Clean Energy and Security Act". "La Green Economy - ha avvertito - è la nostra bandiera per il futuro dell'America e dovrà essere di tutto il mondo. L'accordo per salvare il nostro pianeta va trovato a qualsiasi costo".
sabato 24 ottobre 2009
KEY ENERGY 2009 SULLA VIA DI COPENAGHEN
Da mercoledì 28 a sabato 31 ottobre 2009 a Rimini Fiera si tiene la 3a edizione di KEY ENERGY, fiera internazionale per l´energia e la mobilità sostenibile, il clima e le risorse per un nuovo sviluppo.
A Rimini Fiera dal 28 al 31 ottobre 2009 la grande fiera internazionale
per l´energia e la mobilità sostenibile, il clima e le risorse per un nuovo sviluppo.
Insieme a KEY ENERGY si svolgerà anche ECOMONDO, 13a fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile con Ri3 (la Rassegna della Rigenerazione, Ricarica e Riuso dei supporti di stampa, hardware e prodotti per informatica e telematica) e COOPERAMBIENTE (2a edizione della fiera dell´offerta cooperativa di energia e servizi per l´ambiente in collaborazione con LegaCoop), oltre ad ENERGYES con le soluzioni per un uso efficiente dell´energia: prende così corpo quello che è stato definito il sistema ambiente Rimini´, pronto ad ospitare circa 1.500 imprese sull´intero quartiere fieristico (110.000 mq), con un´offerta di manifestazioni che abbraccia vari settori merceologici per soddisfare gli oltre 60.000 visitatori attesi.
In particolare, KEY ENERGY si svilupperà su un´area di 18.000 mq, con 170 aziende rappresentate.
La manifestazione sarà aperta dal Sottosegretario di Stato per l´Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare, On.le Roberto Menia e da un importante convegno, Politiche per il Green New Deal; come la sostenibilità può far ripartire l´economia globale organizzato da Rimini Fiera, CONAI, LegaCoop e Regione Emilia-Romagna in collaborazione con il Ministero dell´Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Confindustria, Anci, Legambiente, Kyoto Club. All´evento inaugurale, a cui porterà il suo saluto il presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni, sono invitati: Christopher Flavin Presidente Worldwatch Institute, Sergio Chiamparino Presidente ANCI, Piero Perron Presidente CONAI, Vasco Errani Presidente Regione Emilia Romagna, Vittorio Cogliati Dezza Presidente Legambiente, Giuliano Poletti Presidente Legacoop, Karl Falkenberg Direttore-Generale DG Ambiente - Cambiamenti. Modera Antonello Piroso direttore del TG de La7.
La sessione scientifica di Key Energy accenderà poi nel pomeriggio il dibattito sul ritorno dell´atomo con un incontro curato dalla rivista QualEnergia dal titolo C´è un futuro per il nucleare in Italia? (h. 14.30 Sala Neri 1).
KEY ENERGY intende porre il tema della sostenibilità energetica al centro del dibattito sullo sviluppo industriale del nostro sistema economico e sociale, in linea con il protocollo di Kyoto e con gli impegni al 2020.
La Conferenza delle Parti di Copenaghen che si terrà un mese dopo Key Energy rappresenta un appuntamento della massima importanza che potrà indicare il percorso di contenimento delle emissioni climalteranti per tutti i paesi del pianeta.
´La green economy´ trova a Rimini Fiera - dice Simone Castelli, direttore della Business Unit 2 di Rimini Fiera . l´evento fieristico di maggiore rilievo per rilanciare il tratto di innovazione che ne caratterizza l´attività. Key Energy guarda al mondo delle energie rinnovabili e allo sviluppo sostenibile, propone una vetrina di tecnologie e progetti all´avanguardia ed è terreno di confronto fra esperienza avanzate´.
´E´ opinione diffusa - spiega Barbara Padovan, project manager di KEY ENERGY - che il tetto di emissioni di anidride carbonica sia vissuto da tante imprese come una gabbia che ne limita l´attività. In linea con quanto sta avvenendo in molti Paesi, crediamo che presto anche in Italia si faranno largo aziende specializzate che sapranno indirizzare le imprese verso una nuova prospettiva: quella che immagina il tetto alle emissioni come una opportunità di business´.
In programma inoltre un importante programma di seminari scientifici coordinati dal Prof. Gianni Silvestrini, Direttore Scientifico del Kyoto Club sui temi riguardanti la Conferenza di Copenhagen e la sfida del clima, l´utilizzo intelligente delle tecnologie solari nei centri urbani, la rivoluzione dell´illuminazione e le nuove tecnologie, l´efficienza degli elettrodomestici e il carbon market.
KEY ENERGY è raggiungibile direttamente in treno grazie alla stazione di linea (Milano . Bari) distante 50 metri dall´ingresso sud della manifestazione (durante KEY ENERGY, 16 treni ogni giorno in nord e in sud; info orari www.riminifiera.it/stazione o www.trenitalia.com)
COLPO D´OCCHIO SU KEY ENERGY 2009
Qualifica: Fiera internazionale; periodicità: annuale; edizione: 3a; ingresso: operatori; biglietti: intero 15 euro; abbonamento intero per 2 giornate: 25 euro; ingresso convegni: supplemento 10 euro al giorno; orari: 9-18, ultimo giorno 9-17; project manager: Barbara Padovan www.keyenergy.it
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