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venerdì 15 marzo 2013

TERRA FUTURA 2013: buone pratiche di sostenibilità per un modello diverso di sviluppo e consumo (Firenze, 17-19 maggio 2013)

TERRA FUTURA, mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità
Firenze, Fortezza da Basso, dal 17 al 19 maggio 2013 (decima edizione).

A dieci anni dalla prima edizione
BUONE PRATICHE DI VITA, DI GOVERNO E DI IMPRESA,
PER UN MODELLO DIVERSO DI SVILUPPO E DI CONSUMO.
                                                                                                                                                    
Firenze, 15 marzo 2013 Dal 17 al 19 maggio 2013, a dieci anni dal primo Forum Sociale Europeo, torna alla Fortezza da Basso di Firenze Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Al centro della manifestazione - promossa da Fondazione culturale Responsabilità etica per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell'economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente - le buone pratiche di vita, di governo e di impresa all'insegna della sostenibilità. Prodotti, progetti e percorsi per lo più nati dal basso, che oggi - tanto sul piano teorico quanto su quello pratico -, si rivelano percorsi obbligati, non solo alternative possibili.

Terra Futura vuole anche in questa decima edizione alimentare il dibattito su un modello diverso di sviluppo e avanzare proposte concrete per nuovi modi di vivere, consumare, coltivare, abitare, produrre, viaggiare, comunicare, governare… La rassegna espositiva sarà organizzata secondo diverse sezioni tematiche: Abitare naturale (edilizia sostenibile, prodotti e tecnologie costruttive a basso impatto ambientale), Azioni globali&welfare (intercultura, pace, diritti umani, volontariato, sussidiarietà, welfare partecipativo, campagne di sensibilizzazione, finanza etica e cooperazione internazionale), Mangiare e produrre sostenibile (agricoltura biologica e biodinamica, km zero, prodotti ecologici e tessile naturale), Comunicare la sostenibilità (media, editoria, web e comunicazione), Eco-Idea-Mobility mobilità sostenibile), EquoCommercio (commercio equo e solidale), Itinerari educativi per la sostenibilità (educazione, orientamento, formazione e ricerca), NuovEnergie (energie rinnovabili, risparmio energetico ed ecoefficienza), Governare responsabile (reti associative pubbliche e istituzioni), Salute+Benessere (prevenzione, medicine non convenzionali e discipline bionaturali), Turismo eco&esponsabile (viaggi e vacanze sostenibili e accessibili), TutelAmbiente (tutela dell'ambiente e della biodiversità, riciclo e riuso).
Presenti enti e istituzioni, realtà del terzo settore (associazioni, cooperative, ong, fondazioni…), imprese eticamente orientate.
Ricco e articolato anche il programma culturale, che vedrà in calendario incontri, convegni, workshop e dibattiti alla presenza di illustri esperti e noti personaggi del mondo del terzo settore, dell'economia, della politica, della cultura. E ancora spettacoli, momenti di animazione e laboratori, per coinvolgere direttamente il pubblico.

Nel 2012 sono stati oltre 80mila i visitatori, 550 le aree espositive e oltre 4.000 gli enti rappresentati (associazioni, reti e movimenti, cooperative, enti e istituzioni, imprese eticamente orientate...), 250 gli appuntamenti culturali, 1.000 i relatori, 230 le proposte di laboratori, animazione e mostre. E ancora, 600 gli incontri della "Borsa delle imprese responsabili", a cui hanno partecipato oltre 120 realtà provenienti da tutto il mondo.

L'ingresso è libero, con i seguenti orari: venerdì 17 ore 920; sabato 18 ore 9.30-21 (area esterna fino alle 24); domenica 19 ore 10-20.

Terra Futura è un evento green (nel 2008 è stata premiata da Italia For Events come "evento green di eccellenza", vincendo il Premio Greenmeeting): un impegno che cresce di anno dopo anno, con un preciso percorso di responsabilità sociale e ambientale condiviso tra i partner. Risponde a questa logica la scelta di materiali certificati per la realizzazione degli strumenti di comunicazione, la selezione attenta dei fornitori, e nei tre giorni la raccolta differenziata dei rifiuti, gli incentivi ai mezzi di trasporto sostenibili, e ancora l'utilizzo di stoviglie biodegradabili, le azioni di ecoefficienza come la riduzione e la compensazione della produzione di Co2, …
A ogni espositore, inoltre, è richiesto di seguire il regolamento di sostenibilità della manifestazione e di autocertificare le buone pratiche presentate. Quest'anno si è scelto anche di non utilizzare la moquette per l'allestimento degli stand espositivi, per ridurre la quantità di materiali non riciclabili e difficili da smaltire al termine dell'evento. Un'attenzione tutta particolare, infine, alle proposte gastronomiche che, anche in rispetto alle diverse esigenze e sensibilità dei partecipanti, saranno etiche e sostenibili.


www.terrafutura.it



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Redazione del CorrieredelWeb.it


domenica 27 maggio 2012

Legambiente a Terra Futura presenta la prima edizione del dossier Ecosistema Animali 2011.

Legambiente presenta Ecosistema Animali 2011,
l'indagine sui servizi e le attività realizzate dai comuni capoluogo di provincia
per la tutela degli amici a quattro zampe

Modena, Pordenone e Torino tra i comuni virtuosi ed attenti a cani e gatti

L'86,5% dei capoluoghi che hanno risposto al questionario del Cigno Verde dispone
di strutture per ospitare cani randagi ed il 68,5% ha piani di tutela per le colonie feline


Comuni a prova di cani e gatti. Modena, Pordenone e Torino sono tra i comuni capoluogo di provincia che ottengono da Legambiente una nota di merito per le loro buone pratiche nella tutela degli animali domestici. Tre realtà, tre esempi virtuosi che riguardano la gestione delle strutture comunali e le attività di microchippatura per tutti i cani (cioè l'inserimento di un chip sotto la pelle dell'animale). Ed ancora, piani di tutela per le colonie feline, campagne d'informazione sulle leggi vigenti in materia di protezione animale, corsi di formazione per imparare a gestire il proprio fido, iniziative per promuovere l'adozione dei cani che si trovano nei canili, progetti di educazione nelle scuole ed infine la possibilità di trasportare cani e gatti sui mezzi pubblici. I comuni virtuosi mostrano l'Italia che ama e rispetta gli animali, non quella dei canili lager, degli abbandoni o dei maltrattamenti, ma quella di un Paese attento alla difesa e alla cura dei suoi amici a quattro zampe e alle esigenze delle famiglie che li ospitano.

È quanto emerge dalla prima edizione di Ecosistema Animali 2011, dall'indagine di Legambiente sui servizi e le attività realizzate dai comuni capoluogo di provincia per la tutela degli amici a quattro zampe realizzato attraverso un questionario con oltre 40 domande, inviato a 109 amministrazioni comunali, a cui hanno risposto 89 municipi. Una fotografia che vuole porre l'attenzione sul benessere degli animali in città, perché occuparsi di loro significa anche e soprattutto offrire servizi ai milioni di famiglie che li ospitano e li amano. In Italia almeno una famiglia su quattro possiede perlomeno un cane o un gatto e anche chi non li ha, vuole che il proprio comune s'impegni per non lasciare animali abbandonati che soffrono e possono divenire causa di problemi sanitari e/o di sicurezza.

"Dalla nostra indagine emerge un quadro generale interessante: in Italia le competenze ci sono, come insegna l'esperienza di Torino, ma bisogna ancora fare molto, magari prendendo esempio proprio dai comuni virtuosi – ha spiegato Antonino Morabito, responsabile nazionale Fauna Legambiente durante la presentazione di Ecosistema Animali 2011 presentato questa mattina 27 maggio a Firenze in occasione di TerraFutura.
"Senza stilare una classifica dei più "buoni", la completezza delle attività e dei servizi offerti per la tutela e il benessere degli animali domestici e il livello di dettaglio delle risposte fornite dalle amministrazioni nella compilazione del questionario – ha aggiunto Morabito - ci ha permesso di individuare i comuni che offrono ai cittadini servizi di qualità e di selezionare le buone pratiche che possono essere esportate in altri comuni".

I dati più interessanti che sono emersi da Ecosistema Animali 2011 riguardano la mappatura del territorio comunale di canili, rifugi, allevamenti, pensioni o qualsiasi luogo di detenzione di gruppo di animali, le campagne periodiche di microchippatura, i piani di tutela delle colonie feline, le ordinanze sindacali che vietano la sosta sul territorio comunale di spettacoli che utilizzano animali ed infine il trasporto di cani e gatti sui mezzi pubblici.

Mappatura del territorio e microchippatura, infatti, sono due attività fondamentali per conoscere meglio l'area territoriale con le sue strutture e per definire il numero degli animali presenti, ma purtroppo non sono ancora consolidate tra i comuni. Nel 2010 il 34,8% dei comuni capoluogo di provincia ha realizzato, direttamente, tramite proprie strutture, o indirettamente tramite convenzione con associazioni e/o professionisti, la mappatura del territorio dei canili o di qualsiasi luogo di detenzione di gruppi di animali; mentre il 58,4% ha dichiarato di non averla realizzata e il 4,4% non ha risposto.

Invece alla domanda se nel 2010 siano state realizzate le campagne di microchippatura: il 50,5% dei municipi ha dichiarato di averla realizzata, il 43,8% ha risposto no mentre il 5,6% ha lasciato in bianco la domanda. Un dato negativo che pesa sul lavoro dell'anagrafe canina, istituita con la legge 281 del 1991. Gli uffici in questione si occupano, infatti, di registrare gli animali dotati di microchip riuscendo in questo modo ad avere un quadro numerico degli animali presenti sul territorio con la positiva conseguenza di ridurre abbandoni e cattive abitudini da parte dei proprietari.

Dal 1° gennaio 2005 il microchip è diventato l'unico sistema identificativo nazionale, in sostituzione del tatuaggio. Infatti, nel caso in cui il tatuaggio non sia più leggibile, il cane deve obbligatoriamente essere identificato con microchip ed essere nuovamente registrato nell'anagrafe. La registrazione dei cani nelle relative banche regionali, che implementano quella nazionale, è un atto obbligatorio sancito dalla legge n. 281 del 1991. Il proprietario o il detentore di un cane deve quindi provvedere a far identificare e contestualmente registrare l'animale già dal secondo mese di vita.

Per quanto riguarda l'esistenza di strutture comunali per ospitare cani randagi catturati sul territorio comunale, ben 78 comuni capoluogo di provincia (86,5%) hanno risposto positivamente dicendo che esistono tali strutture contro 11 municipi (12,3%) che hanno detto no. Dei 78 comuni che dispongono di canili o strutture simili, 8 municipi li gestiscono in proprio, 40 li affidano ad associazioni tramite convenzioni, 24 a ditte o cooperative tramite appalto, e 18 in altro modo. Riguardo i servizi che queste strutture comunali garantiscono, i dati sono positivi e dimostrano che c'è una particolare attenzione a ciò: 78 amministrazioni comunali assicurano il monitoraggio e l'assistenza ai cani ospitati, 69 la sterilizzazione chirurgica, 79 le promozioni delle adozioni, 70 l'assistenza e il controllo della salute dei cani affidati dal canile e 44 l'osservazione e la rieducazione di cani mordaci.

L'indagine di Legambiente ha poi focalizzato l'attenzione sui piani di tutela delle colonie feline e le ordinanze sindacali che vietano la sosta sul territorio comunale di spettacoli che utilizzano animali come circhi e mostre itineranti di animali vivi. Alla domanda se esista un piano di tutela e di controllo delle colonie feline, il 68,5% dei comuni capoluogo di provincia ha risposto in maniera affermativa, mentre il 29,2% ha invece detto che non dispone di tali piani e il 2,2% non ha risposto alla domanda. Per quanto riguarda le ordinanze sindacali, il 25,8% dei municipi capoluogo di provincia ha dichiarato di averle emesse, il 68,5% ha detto di no ed il 4,4% non ha risposto.

Infine sul rapporto animali e mezzi pubblici, da Ecosistema Animali 2011 emerge una discreta attenzione al problema in questione. Il 66,2% dei comuni capoluogo di provincia dà, infatti, la possibilità di viaggiare sui mezzi pubblici in compagnia dei propri amici a quattro zampe; mentre il 26,9% non consente ciò e il 4,4% dei comuni non ha risposto. In particolare il 60,6% dei municipi consente ai passeggeri di autobus urbani di trasportare animali di piccole dimensioni; il 24,7% permette di farli salire sui treni regionali, il 3,3% sulle metropolitane e l'8,9% su altri mezzi così ripartiti: 4 comuni capoluogo di provincia sui taxi, 1 municipio sulla minimetrò, 1 sulle imbarcazioni che attraversano i laghi, 1 sulle linee extra-urbane ed 1 sui pullman.

Dai dati raccolti alle buone pratiche il passo è breve. Tra i comuni capoluoghi di provincia virtuosi, amici di cani e gatti, ecco alcuni ottimi esempi di qualità.
In Piemonte, il Comune di Torino dispone di due canili gestiti dall'E.N.P.A., Ente nazionale protezione animali. Entrambe le strutture hanno un'assistenza veterinaria giornaliera garantita sia al mattino sia al pomeriggio. Nel canile sanitario sono ospitati i cani vaganti sul territorio comunale. Se tatuati o microchippati, attraverso l'anagrafe canina vengono rintracciati i proprietari e, di norma, i cani tornano dalle famiglie che li avevano smarriti. Se invece non sono provvisti d'identificazione, vengono microchippati e sottoposti a profilassi vaccinale e antiparassitaria e restano in osservazione sanitaria per dieci giorni per escludere la presenza di rabbia. Inoltre nel canile sono ricoverati anche cani di proprietà di quei casi sociali riconosciuti (ricoveri, sfratti, detenzione…) che non possono affrontare la spesa di una pensione o animali posti sotto sequestro dalle autorità competenti. L'efficienza di queste strutture e del lavoro dell'amministrazione comunale trova un riscontro diretto nella netta diminuzione degli ingressi dei cani nei canili dovuto anche ad una maggiore consapevolezza dei proprietari di questi animali e all'inserimento del microchip.

Le colonie feline, di cui sono censite circa 1.300 per un totale di almeno 25 mila gatti sparsi sul territorio, sono affidate per l'alimentazione e gestione ai cosiddetti "gattari" che fanno riferimento alle associazioni animaliste. L'ufficio tutela animali effettua dei sopralluoghi per verificare lo stato delle colonie e dirime eventuali controversie dovute alla presenza dei gatti. La città provvede inoltre alla cura e sterilizzazione dei felini randagi e posiziona casette – rifugio per il loro riparo. Tra le altre buone pratiche, il comune di Torino nel 2006 ha approvato un "Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città", (Regolamento 320/2006), modificato poi nel 2011. Il regolamento contiene le norme relative al trasporto sui mezzi pubblici per cui l'animale deve essere di piccole dimensioni, non deve recare disturbo ai passeggeri e non deve essere pericoloso. Inoltre deve essere tenuto in braccio o in appositi contenitori coperti. I cani devono avere la museruola e il guinzaglio e non pagano il biglietto (ma neanche i gatti!).

Il regolamento consente anche l'attendamento di circhi e mostre con animali, secondo la normativa CITES. Dal 1 febbraio 2013 sarà però in vigore il divieto di esposizione di alcune specie selvatiche ed esotiche come elefanti, orsi, primati, rinoceronti e altri. Infine il comune di Torino per combattere il randagismo canino, ha poi introdotto nel regolamento l'obbligo di portare con sé il documento originale, o fotocopia autenticata, comprovante l'iscrizione all'anagrafe canina. Infine è stata istituita la Consulta Comunale delle Associazioni del Volontariato Animalista con funzioni propositive e consultive su tutte le tematiche riguardanti il benessere animale sul territorio.

Le buone pratiche riguardano anche l'Emilia Romagna. Modena ha istituito dal 1998 l'ufficio diritti animali che gestisce una serie di attività: come l'anagrafe canina, le convenzioni con le strutture di ricovero (canile e gattile) ed il programma colonie feline (censimento e sterilizzazione) in collaborazione con il servizio veterinario Ausl. Tra le varie attività si occupa in particolare di gestire il rapporto, spesso problematico, uomo-animale in ambiente urbano ricevendo direttamente richieste e segnalazioni dai cittadini; predispone piani di gestione per gli animali sinantropi "problematici" (colombi, storni) ed elabora progetti di tutela e/o salvaguardia degli animali presenti sul territorio. Il capoluogo della provincia modenese ha poi realizzato campagne informative per promuovere gli obiettivi delle leggi e dei regolamenti esistenti in materia di protezione animale; ed inoltre ha promosso anche una serie di iniziative organizzate annualmente a favore dell'adozione degli animali che si trovano nelle strutture di ricovero. Sul sito del canile e del gattile sono state pubblicate on line anche le foto con breve descrizione degli animali adottabili, in cerca di una casa ed una famiglia che si possa prendere cura di loro.

Invece, in Friuli Venezia Giulia, il Comune di Pordenone, oltre a gestire l'anagrafe canina regionale e a fare una mappatura aggiornata del territorio, propone campagne informative sulla vaccinazione antirabbica obbligatoria e da tre anni organizza e promuove in collaborazione con la Lav, l'azienda sanitaria e l'ordine dei veterinari, corsi per l'acquisizione di competenze mirate ad un buon rapporto tra i proprietari dei cani e i loro amici a quattro zampe. I corsi si avvalgono della competenza di medici veterinari comportamentali e specialisti del settore in campo giuridico.
Per quanto riguarda invece l'adozione di cani, il comune ha previsto un contributo di 250 euro su presentazione di certificazione di buona salute dell'animale a un anno dalla consegna. Sempre al fine di agevolare l'adozione, anche di cani non più cuccioli, è in atto un progetto di schedatura, che comprende schede e foto degli animali, ed effettuata da veterinari comportamentali e conseguente diffusione in rete informatica. Inoltre è in corso la costruzione di una nuova struttura per ospitare i gatti randagi. Sul territorio sono presenti circa 60 colonie feline censite, e i relativi referenti provvedono alla cattura e al trasporto dei gatti per la sterilizzazione, che viene eseguita, in collaborazione con l'azienda sanitaria, a spese dell'amministrazione comunale. Per effettuare un maggior numero di interventi lo scorso anno è stata stipulata una convenzione anche con medici veterinari privati.

"Ancor di più in un momento di crisi come questo riteniamo importante divulgare le esperienze migliori dei comuni italiani per contribuire al primo passo di un'efficiente spending review anche in questo ambito: aumentare la qualità del servizio a parità di spesa – ha dichiarato Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente - Emerge con evidenza da Ecosistema Animali che serve un maggiore impegno delle amministrazioni comunali per ridurre il numero di animali abbandonati, che patiscono sofferenze e divengono involontari protagonisti di molti problemi: le buone pratiche già in campo dimostrano che è possibile farlo e, nel medio periodo, anche producendo un risparmio per la casse comunali. Anche per gestire meglio gli animali in città fare cultura, facendo crescere maggiore consapevolezza e responsabilità da parte dei singoli cittadini, è premessa insostituibile per ridurre nel tempo, significativamente, costi e problemi per la pubblica amministrazione".


Inoltre sarà possibile scaricare l'infografica e l'indagine di Ecosistema Animali 2011 dal sito di Legambiente e dalla pagina facebook (www.facebook.com/legambiente.onlus)

sabato 26 maggio 2012

Mobilita' ciclabile a TERRA FUTURA

Mobilità ciclabile a Terra Futura

Legambiente presenta i risultati del Giretto d'Italia 2012
Il Campionato della Ciclabilità Urbana promosso insieme a Fiab e Cittainbici
In oltre il 60% dei centri urbani in gara, 3 abitanti su 10 in bicicletta
Firenze migliora: è terza tra le grandi città

Pedali super nei piccoli e medi centri
Intermodalità e 'zone 30' favoriscono le due ruote per gli spostamenti in città

In alcune città italiane la bicicletta sta tornando ad essere un vero mezzo di spostamento e dove le politiche del traffico facilitano la vita dei ciclisti, la mobilità su due ruote risulta avere una marcia in più come a Venezia, Trento e Schio, che si sono aggiudicate la "maglietta rosa" del secondo Giretto d'Italia, il Campionato nazionale della Ciclabilità Urbana organizzato da 24 Comuni insieme a Legambiente, Fiab e Cittainbici.

I risultati della singolare competizione, che per il secondo anno ha visto sfidarsi tre categorie di città (grandi, medie e piccole) sul numero di biciclette in circolazione rispetto ai mezzi a motore in una normale giornata lavorativa, sono stati lo spunto per parlare di mobilità ciclabile anche a Terra Futura. Secondo Legambiente, infatti, la mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità che si tiene a Firenze fino a domani, è il luogo ideale per raccontare le esperienze virtuose di alcune città che migliorando la mobilità ciclabile hanno diminuito ingorghi e inquinamento.

A illustrare i risultati della gara e le proposte di Legambiente, Fiab e Città in Bici per una migliore ciclabilità dei centri urbani italiani, è stato Mirko Laurenti, responsabile Ecosistema Urbano di Legambiente tra gli organizzatori del Giretto d'Italia.

Proprio il capoluogo toscano che ospita Terra Futura, è tra le città che hanno conseguito un'ottima  performance al Giretto d'Italia con quasi una persona su cinque che ha scelto di raggiungere la scuola o il posto di lavoro in bicicletta. Meglio di Firenze hanno fatto Torino e Venezia tra le grandi città, mentre per le medie città sul gradino più alto del podio è salita Trento superando di pochissimo la regina delle due ruote Ferrara. Tra le piccole città Schio si è aggiudicata il primo posto con la straordinaria percentuale del 73,5% degli spostamenti in bicicletta ma in questa categoria c'è anche un'altra toscana, Pisa che ha visto per le sue vie più di 1350 biciclette. In generale sono passati attraverso i check point delle 24 città della sfida circa 30mila ciclisti urbani e sono molti i comuni hanno incrementato notevolmente la ciclo mobilità. In ben 15 città infatti aveva i pedali oltre il 30% dei veicoli in circolazione e a Trento, Ferrara, Schio, Pesaro, Grosseto e Pordenone le due ruote sono state addirittura più numerose dei mezzi a motore superando il 50%. Percentuali straordinarie, che premiano lo sforzo delle amministrazioni che investono nella mobilità sostenibile.

"I risultati del Giretto d'Italia – ha spiegato Mirko Laurenti – hanno ovviamente un valore simbolico ma dimostrano, con una certa evidenza, che nelle città dove s'investe sulla mobilità ciclabile e la sicurezza, limitando al contempo l'abuso dell'auto, è possibile ottenere risultati straordinari come quelli delle vincitrici e di molte altre città. Un segnale importante per gli amministratori – ha aggiunto Laurenti - che hanno il compito di ridisegnare la mobilità urbana e che possono, favorendo l'uso della bicicletta, liberare i centri urbani da ingorghi e inquinamento. E' evidente – conclude il responsabile Ecosistema Urbano di Legambiente – che soprattutto nelle grandi città alcune operazioni di limitazione del traffico sono più complesse ma la volontà politica di chi amministra è determinante per migliorare la situazione". 

Il convegno a Terra Futura è stato anche l'occasione per illustrare alcune proposte di Legambiente, Fiab e Città in Bici per migliorare la ciclabilità, a partire dal potenziamento della cosiddetta intermodalità.
Secondo un recente dossier delle associazioni, infatti, a descrivere in modo più efficace la ciclabilità urbana sarebbe l'indicatore del modal split che misura il numero degli spostamenti effettuati in città con i diversi mezzi di trasporto. Questo indicatore considera fondamentale l'equilibrio e il grado d'integrazione tra le varie 'modalità' di spostamento perché se è vero che a Parma, ad esempio, ci sono molti più chilometri di piste ciclabili (87,1) rispetto a Bolzano (72,4), nel capoluogo altoatesino i percorsi ciclabili sono meglio integrati, incontrano meno barriere e più segnaletica, tanto da convincere molti più cittadini a montare in sella per spostarsi (29 contro19 della prima).

Con questo criterio secondo le tre associazioni una città con una mobilità davvero sostenibile dovrebbe avere almeno un 15% di spostamenti in bici e contemporaneamente una mobilità in auto e moto minore del 50%. Purtroppo non sono molte le città con simile performance visto che solo 4 città su 104 capoluoghi di provincia esaminati da Legambiente, prevedono una o più linee di trasporto pubblico locale dove è consentito portare biciclette, un permesso sporadico in pochissime altre e inesistente nel resto. Ancora più nel dettaglio l'esame delle migliori 30 città (cioè delle prime dieci tra le città grandi, tra le medie e tra le piccole, in base alla popolazione residente, sul totale dei capoluoghi di provincia) che hanno la dotazione più ricca di interventi per la ciclomobilità ci dice che: sono ancora troppo poche le città dotate di un piano della ciclabilità (Biciplan), solo 15 su 30 città esaminate e 20 sul totale dei capoluoghi; i parcheggi di scambio con più di cento posti son presenti solo in 17 delle 30 città; hanno un'estensione della rete ciclabile superiore a 100 chilometri solo 17 città su 30; solo il 50% dei capoluoghi di provincia dichiara di conoscere il numero dei cicloparcheggi che ha da offrire ai ciclisti e solo in 38 casi sul totale questi hanno più di cento posti.

Ecco allora in sintesi alcune proposte che Legambiente suggerisce per migliorare la situazione. Tra le prime c'è la promozione di servizi di pedibus e scuolabus per gli spostamenti casa-scuola e viceversa insieme a quella di tipologie di mobilità alternativa per i partecipanti a eventi che si tengono all'interno dell'area urbana. Ovviamente anche le infrastrutture hanno la loro importanza e per questo Legambiente consiglia una serie di interventi, quasi a costo zero per le amministrazioni, come l'estensione della rete di corsie preferenziali del trasporto pubblico locale e delle piste ciclabili lungo i principali assi della mobilità urbana e l'aumento delle zone a velocità moderata (20 e 30 km/h). Tra gli incentivi possibili invece c'è il ticket transport, dei buoni di trasporto per l'acquisto, esclusivamente per il tragitto casa-lavoro, di titoli di viaggio dei servizi di trasporto collettivo e di mezzi pubblici. E ancora la promozione di servizi di trasporto collettivo come car sharing e car pooling e di trasporto pubblico in genere come il bike-sharing oltre che di sistemi intermodali che prevedano la possibilità di usare auto+bici o trasporto pubblico+bici.

Tornando ai risultati del Giretto d'Italia per le città piccole oltre alla vittoria di Schio con la straordinaria percentuale del 73,5% degli spostamenti in bicicletta, si segnalano gli eccellenti risultati di Pesaro (63,3%), Grosseto (59,7%), Pordenone (53,6%), Pisa (47,1%), Lodi (45,2%) Udine (43,8%) e Carpi (37,8%). Anche per le città medie oltre alla maglietta rosa di Trento che ha oltrepassato di qualche punto la fuoriclasse della bici Ferrara (55,7% e 51,1% i rispettivi risultati) sono tutte ottime le performance della categoria: Reggio Emilia con il 40,7% degli spostamenti in bici si è piazzata terza a un soffio da Vicenza che ha raggiunto il 40,5%. Padova ha totalizzato il  38,8% seguita da Modena (32,1%) Ravenna (23,1%) e Brescia (5,7%),  Per le città grandi la percentuale più alta (44,3%) di mezzi a pedali rispetto quelli a motore è stata raggiunta come detto nella terraferma di Venezia anche se va ricordato che la città lagunare ha un flusso ciclistico particolare, difficilmente paragonabile con altre città. Da podio comunque Torino, dove quasi 3 abitanti su dieci si sono spostati sui pedali e meritorie anche le performance di Firenze (17,2%), Bologna (14,8) e Milano (14,4%). Genova, nonostante le salite, migliora la sua performance rispetto alla prima edizione e raggiunge il 4,2% confermando l'impegno verso la crescita della mobilità ciclabile. Delude le aspettative Bari che non ha fatto pervenire i dati.
Maglia nera invece a Roma che ha raggiunto un timidissimo 3,8%. Nonostante sia nutrito il gruppo di frequent biker romani che ha rinunciato ai mezzi a motore, infatti, è evidente che nella Capitale per convincere le persone a scegliere la bici c'è bisogno di più spazio e più sicurezza.
Va ricordato che il monitoraggio del Giretto d'Italia ha un valore simbolico e che la diversità delle città in gara in termini di urbanistica, densità abitativa e dinamiche di traffico rende complesse le valutazioni. I numeri assoluti nel caso delle città grandi e medie avrebbero premiato Bologna e Padova che hanno visto passare dai loro check point rispettivamente 1568 e 2638 ciclisti. E per le piccole città va considerato che veniva data loro  la possibilità di scegliere se fare due o tre check point ma per omogeneità le percentuali sono state calcolate sui risultati dei due migliori check point per ogni città. In questo caso Schio avrebbe mantenuto la maglietta rosa ma i numeri assoluti sottolineano ad esempio le ottime performance di Pisa e Udine.

In occasione del Giretto, poi molte amministrazioni locali hanno cercato di convincere anche gli abitanti solitamente motorizzati a utilizzare la bicicletta per andare a scuola o al lavoro offrendo colazioni (Schio), gadget e altri premi a chi passava per i check point o organizzando gare tra classi delle scuole o tra dipendenti (Vicenza).

La premiazione delle città vincitrici del Giretto d'Italia si è svolta ieri a Ferrara all'interno della "Borsa del Turismo delle 100 città d'Arte d'Italia" (www.100cities.it). Ai sindaci della 3 città regine è andata in premio una bicicletta in alluminio interamente riciclata messa a disposizione da Sorgenia.

L'Ufficio stampa Legambiente (06.86268379-53-99-76/347.4166793)


Giretto d'Italia 2012
Classifica finale

(Percentuale di spostamenti in bici sul totale degli spostamenti)

Grandi città
(oltre 250mila abitanti)
Città medie
(oltre 100mila abitanti)
Città piccole
(fino a 100mila abitanti)
Città                % ciclabilità
Città               % ciclabilità
Città                % ciclabilità
Venezia (terraferma)
44,3
Trento
55,7
Schio
73,5
Torino
29,6
Ferrara
51,1
Pesaro
63,3
Firenze
17,2
Reggio Emilia
40,7
Grosseto
59,7
Bologna
14,8
Vicenza
40,5
Pordenone
53,6
Milano
14,4
Padova
38,8
Pisa
47,1
Genova
4,2
Modena
32,1
Lodi
45,2
Bari
Np
Ravenna
23,1
Udine
43,8
Roma
3,8
Brescia
5,7
Carpi
37,8




Saronno
     11,8






lunedì 21 maggio 2012

Consorzio CARPI a Terra Futura

Consorzio CARPI partecipa a Terra Futura con un convegno
sul futuro del riciclo della plastica in Italia
L'appuntamento il 25 maggio 2012 a Firenze, in occasione della mostra convegno internazionale
delle buone pratiche di sostenibilità

Zero Branco (TV), 21 maggio 2012 – "La storia, il valore e le opportunità del riciclo della plastica in Italia": questo il titolo del convegno organizzato da CARPI, Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italia, il prossimo 25 maggio 2012 a Firenze, Fortezza da Basso, Palazzina Lorenese - Sala 1.

La conferenza si inserisce nell'ambito del programma culturale dei partner di Terra Futura, la mostra convegno in programma dal 25 al 27 maggio, che riunisce ogni anno le migliori energie e proposte della società civile, delle istituzioni e delle imprese impegnate nella costruzione di un futuro sostenibile e più equo per tutti.

Sostenibilità ambientale e tutela ambientale sono concetti ormai entrati a far parte del linguaggio quotidiano, e nel percorso verso una sempre maggiore attenzione al futuro del nostro pianeta, il tema del riciclo della plastica riveste un ruolo di primaria importanza. Infatti, nonostante in Italia questo settore sia sempre stato all'avanguardia nel campo industriale, le sue dinamiche organizzative e il suo impatto sulla tutela dell'ambiente, sono ancora poco conosciute dal grande pubblico. Partendo da queste considerazioni, nel corso della conferenza alcuni esperti del settore illustreranno le particolarità, i vantaggi e le opportunità future legate a questo tema.

La partecipazione al convegno è gratuita. Per informazioni: info@consorziocarpi.com, www.consorziocarpi.com; www.terrafutura.it.


A proposito del Consorzio CARPI
Il Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italia (CARPI), operativo dal 2007, è un consorzio di servizi che riunisce alcune delle più importanti realtà nazionali che operano nell'ambito della raccolta, del riciclo e della produzione di materie plastiche provenienti da superficie privata, dunque un Consorzio che non interviene nella superficie pubblica di competenza dei Comuni che si occupano della differenziata.
CARPI è un consorzio "di sistema", sussidiario al sistema vigente in Italia, ed è impegnato in un dialogo continuo sia con le aziende sia con le istituzioni e altre strutture, in grado di rappresentare tutti gli attori di questo complesso settore in una logica che va dalla tutela ambientale a quella della creazione di un nuovo e proficuo mercato, che crei l'equilibrio necessario per favorire lo sviluppo adeguato dell'intero comparto. Le imprese che CARPI rappresenta non vogliono muoversi in un quadro di anarchia, ma di disciplina paritaria e trasparente coerente alla normativa UE, assumendosi oneri e onori per un ruolo attivo e responsabile.
In questo contesto, CARPI è promotore di una visione completamente diversa rispetto al passato, nella quale le aziende che si occupano del riciclo della plastica allungano e modificano il ciclo di vita dell'imballaggio e lo trasformano nella propria materia prima. Secondo questo principio, si passa dall'usa e getta all'usa e recupera, minimizzando e differendo sempre più nel tempo il momento dello smaltimento finale.

mercoledì 18 maggio 2011

TERRA FUTURA: a Firenze mostra convegno della sostenibilità dal 20 maggio


TERRA FUTURA, mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità
Firenze, Fortezza da Basso, dal 20 al 22 maggio 2011 (ottava edizione).

In rassegna realtà, iniziative e progetti di sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Attesi importanti ospiti: Gunter Paoli, Susan George, Alex Zanotelli, Vandana Shiva,
Michel Bauewens Paolo Cacciari, Giulietto Chiesa, Enrico Giovannini, Luigino Bruni,
Giovanni Sartori, Cecilia Strada, Stefania Prestigiacomo, Fausto Bertinotti,
Giuseppe Pignatone, Savino Pezzotta, David Riondino…


Firenze, maggio 2011 – Un barbecue ad energia solare, poltrone e sgabelli di ecodesign che riutilizza la cartellonistica in pvc di Palermo, restyling di vecchi abiti o loro trasformazione in accessori o costumi teatrali, abbigliamento sportivo in fibra di bambù, elementi di arredo e capi di abbigliamento realizzati in carcere, magari recuperando materiali di scarto non riciclabili; e ancora, un profumatore d'ambiente dotato di un sistema ecowireless, giardini tascabili bio ed eco da scrivania e da balcone, lo scooter elettrico più veloce in commercio…

Tutto questo e altro ancora all'ottava edizione di Terra Futura, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, da venerdì 20 fino a domenica 22 maggio 2011 a Firenze, alla Fortezza da Basso. È promossa da Fondazione culturale Responsabilità etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell'economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.

Sono le 13 le sezioni dell'area espositiva, con circa 600 aree e oltre 5000 realtà rappresentate, per una rassegna che traccia un ampio e significativo panorama di buone pratiche e di esperienze, spaziando dalla tutela dell'ambiente alle energie alternative, dalla finanza etica al commercio equo, dall'agricoltura biologica all'edilizia sostenibile; e ancora, progetti e iniziative di turismo responsabile, consumo critico, welfare, impegno per la pace, solidarietà sociale, cittadinanza attiva e partecipazione... Modelli di produzione, di consumo, di gestione delle città, che oltre a contribuire a un futuro sostenibile e a migliorare la qualità della vita, sanno anche produrre nuova economia e generare occupazione.

Molte le presenze e i progetti di mobilità sostenibile: il portale "Lincar" (presentato in anteprima) che ha lo scopo di diffondere la condivisione dell'auto per viaggiare e quello, "Bicitalia", che mappa oltre 16mila km di rete cicloturistica italiana. A Firenze anche il test drive di veicoli elettrici su circuito di prova e l'auto di "Ritorno al futuro" equipaggiata di un motore elettrico. Protagonisti come sempre i GAS, gruppo di acquisto solidale, a partire da quelli per impianti fotovoltaici o che comprano terreni per combattere l'abbandono delle terre agricole in favore di progetti ad investimento etico; a Terra Futura anche il lancio del primo GAS per auto elettriche (con sportello info per i visitatori).

Tra i progetti speciali di Terra Futura: la Borsa delle Imprese Responsabili, incontri one to one per favorire nuove opportunità di green&social business per tutti gli attori di sistema (pubblico, privato eticamente orientato e non profit).

In Fortezza nei tre giorni pure mostre, spettacoli, animazioni e laboratori interattivi per fare sperimentare di persona ai visitatori le buone pratiche e insegnare la sostenibilità anche ai più piccoli: così si impara l'arte del riciclo e del riuso, la costruzione di "bombe" di semi per aiuole abbandonate, la creazione di pozioni "magiche" assieme ad Harry Potter con sostanze naturali, le tecniche di tree climbing nel rispetto degli alberi, la valutazione della sicurezza della propria casa per bambini, anziani e disabili, la realizzazione di dolci vegani,...

Articolato e intenso il programma culturale (www.terrafutura.it) che comprende convegni, seminari e dibattiti con numerosi esperti e testimoni: 280 gli appuntamenti che vedranno l'intervento di quasi 1.000 relatori.

Filo rosso di tanti convegni il tema della "cura dei beni comuni", scelto dai promotori per questa edizione: una cura che - considerato il disinteresse evidente o l'incapacità dei governi e delle istituzioni di farvi fronte - è sempre più nelle mani dei cittadini e delle organizzazioni. È l'altra parte dell'umanità, quella che non sa e non vuole arrendersi all'irreparabile "tragedia" dei beni comuni. Si parlerà di acqua, clima ed energia, informazione come condizione necessaria alla democrazia, diritto al cibo e giustizia alimentare, diritti e cittadinanza, economia e finanza, pace e sostenibilità…

Al centro del dibattito anche il tema della sovranità alimentare, con il XVI convegno internazionale di Mani Tese (sabato 21 e domenica 22 maggio), mentre alla tragica realtà delle migrazioni forzate in seguito a disastri ambientali è dedicato il dossier ecoprofugo di Legambiente (presentazione sabato 21 maggio).

E ancora, non mancheranno i temi del microcredito e dell'inclusione finanziaria, nonché le esperienze di impegno per la legalità: a Terra Futura saranno presentati anche il "Progetto San Francesco" (Fiba Cisl) che vedrà nascere a breve il primo centro europeo di alta formazione alla legalità e alla lotta alle mafie e il progetto "Score" (Stop Crimes on Renewables and Environment, capofila Fondazione Culturale Responsabilità Etica) per la lotta al crimine organizzato nei settori foresta/legno e energie rinnovabili.

Anche la rete è un bene comune: a Firenze ci si torna a interrogare sul ruolo del web per la crescita di un modello di sviluppo sostenibile, con il progetto di laboratorio "Words, world,web" proposto da Fondazione culturale Responsabilità etica e Fondazione Sistema Toscana, e con Zoes.it, il primo social network italiano per condividere buone pratiche sostenibili, oggi in versione rinnovata.

Impossibile non ricordare il Mediterraneo in fiamme: Terra Futura dedicherà ampio spazio alla primavera nordafricana, con uno sguardo ai nuovi scenari e alle prospettive di sviluppo politico-economico nel continente nero: testimonianze, film, rassegne letterarie e "incontri con l'autore", sino al gran finale con il concerto del rapper della rivolta tunisina, "El Général", che chiuderà la mostra convegno (domenica 22 maggio alle 18.00).

Tra i personaggi attesi nei tre giorni alla Fortezza da Basso: Gunter Paoli economista, fondatore Zeri (zero Emission Research and Initiatives), Susan George economista, Alex Zanotelli missionario comboniano ideatore della Rete Lilliput, Mario Agostinelli, portavoce del "Contratto mondiale per l'energia e il clima", Kevin Danaher, sociologo, Vandana Shiva, fisica indiana fondatrice dell'istituto "Research Foundation for Science, Technology and Ecology" a Dehradun in India, Wolfgang Sachs dello Wuppertal Institute in Germania, Silke Helfrinch, giornalista e scrittrice; Gregorio Arena, presidente Labsus (Laboratorio per la sussidiarietà), Loïc Azoulai, docente di diritto europeo European University Institute, Michel Bauewens della "Foundation of P2P Alternatives", Amita Baviskar fra le principali ricercatrici in tema di urbanizzazione, democrazia e uguaglianza in India, Gianfranco Bologna, responsabile dell'area sostenibilità WWF, Paolo Cacciari, giornalista, Giulietto Chiesa giornalista di "Megachip-Democrazia nella Comunicazione", Enrico Giovannini, presidente dell'Istat, Luigino Bruni, economista, Giovanni Sartori, fra i massimi teorici della teoria della democrazia e dei sistemi di partito, Cecilia Strada presidente Emergency, Stefania Prestigiacomo ministro dell'Ambiente, Fausto Bertinotti storico segretario del partito Rifondazione comunista e presidente della Camera dei Deputati dal 2006 al 2008, Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, Savino Pezzotta, storico sindacalista Cisl oggi deputato Udc.

E tra gli artisti: Bandabardò, Diego Parassole, David Riondino, Sergio Staino…


Terra Futura, a ingresso libero, è un evento sostenibile grazie alle sue scelte e azioni responsabili.

venerdì 7 maggio 2010

TERRA FUTURA, 28-30 maggio 2010: esperienze e progetti di sostenibilità ambientale, economica e sociale

TERRA FUTURA
Firenze, Fortezza da Basso, dal 28 al 30 maggio 2010.
"Le comunità sostenibili e responsabili" al centro della settima edizione.
Parte dai territori locali e dalle città il cambiamento globale possibile: a testimoniarlo,
in rassegna esperienze, progetti e prodotti di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

3 marzo 2010 – Ancora una volta Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità, torna a ribadire la necessità improrogabile di una svolta: nelle scelte di governo (locali, nazionali, internazionali), nel modo di pensare e di fare economia, di consumare, vivere sul Pianeta e tessere relazioni sociali. Una svolta che – anche alla luce del fallimento politico della XV Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici di Copenhagen – può e deve partire dai territori, dal locale. 

Per questo la settima edizione di Terra Futura (Firenze, Fortezza da Basso, dal 28 al 30 maggio 2010) è dedicata al tema delle "Comunità sostenibili e responsabili": ad esse è necessario guardare per scoprire quanti siano già i nuovi modelli e le esperienze di sviluppo sostenibile. Da qui può nascere un progetto di società capace di farci uscire davvero dalla crisi. E di farci uscire diversi.

A crederlo fermamente - …e a volerne mostrare le numerose prove a conferma - sono i promotori dell'evento: Fondazione culturale Responsabilità Etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell'Economia Sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.

La comunità deve pensare e agire con la consapevolezza che si sono allargati i "confini" della propria responsabilità: quelli temporali (ossia verso le generazioni future), quelli spaziali (verso l'intero pianeta). C'è questo al centro di Terra Futura: presente e futuro si toccano, locale e globale sono inevitabilmente connessi. E se ogni azione nel locale ha ripercussioni nel globale, allora anche le soluzioni, la svolta possibile potrà partire da qui. E ancora, qui trova motivo e radici il ruolo fondamentale delle città, come luoghi di contraddizione e conflitti, simbolo e prodotto della globalizzazione (dal 2008 oltre la metà della popolazione mondiale vive nelle città, qui è prodotto l'80% delle emissioni di gas serra e la temperatura media è maggiore di un grado rispetto alla media nazionale, agli usi civile è imputabile il 40% dei consumi energetici, e ancora nelle aree urbane avviene circa il 60% degli spostamenti…); ma anche le città come dimensione della pratica concreta di uno sviluppo diverso, spazi di incontro e di integrazione delle diversità, laboratori di sperimentazione di nuovi modelli di mobilità, di gestione del territorio, di risparmio energetico, di governo, di partecipazione dei cittadini, di convivenza civile….

Terra Futura mostrerà il fitto panorama di buone pratiche esistenti, nate soprattutto dalle comunità locali, evidenziandone tutta la potenzialità. E chiederà adesione e impegno agli attori - associazioni e realtà del non profit, enti locali e istituzioni, imprese eticamente orientate - che si riconoscono nella necessità di un cambiamento che partendo dal locale sia capace di incidere nel globale: è quanto contenuto nel Position Paper, il documento condiviso e redatto dai partner di Terra Futura che lancia quattro grandi sfide cruciali e insieme concrete, riguardanti l'edilizia (ripensare il modo di costruire e di gestire gli edifici), la mobilità (favorire quella ciclabile e il trasporto pubblico locale, in particolare su rotaia), il microclima urbano (gestire diversamente le aree verdi e l'acqua e rilanciare l'agricoltura urbana e periurbana) e le relazioni sociali (coniugare la sostenibilità dello sviluppo con la convivenza civile e l'accoglienza responsabile).

Ancora una volta Terra Futura (www.terrafutura.it) vedrà un programma culturale fitto e articolato, fra seminari, dibattiti e convegni con esperti e testimoni provenienti dal mondo della politica, dell'economia e della ricerca scientifica, ma anche dal terzo settore, la cultura e lo spettacolo. E poi workshop e laboratori, perché i visitatori di ogni età possano sperimentare quante siano le scelte quotidiane possibili per cambiare le cose a partire da ciascuno.

Nell'ampia e articolata rassegna espositiva, articolata in 13 sezioni tematiche, progetti ed esempi concreti per vivere tutti meglio oggi e costruire un futuro eco, equo e sostenibile: dalla tutela dell'ambiente alle energie alternative, dall'impegno per la pace alla solidarietà sociale, dalla finanza etica al commercio equo, e ancora agricoltura biologia, edilizia e mobilità sostenibili, turismo responsabile, welfare, cittadinanza attiva e partecipazione… Un mondo che è anche nuova economia, con interessanti potenzialità di crescita e di occupazione.

87.000 i visitatori dell'edizione 2009, 215 gli appuntamenti culturali in calendario con 800 relatori, e 265 momenti di animazione, 600 aree espositive e 5.000 enti rappresentati.

Terra Futura è un evento sostenibile grazie alle sue scelte e azioni responsabili: carta certificata FSC per i materiali di comunicazione, ristorazione equosolidale e biologica, stoviglie biodegradabili, raccolta differenziata, mezzi di trasporto sostenibili, azzeramento delle emissioni di CO2, ecc... Per questo Terra Futura ha ricevuto da Italia For Events (IFE) il Premio Greenmeeting come "evento green di eccellenza".

Relazioni istituzionali e Programmazione culturale: Organizzazione evento: ADESCOOP- Agenzia dell'Economia Sociale s.c.

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