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martedì 14 marzo 2017

Vino: al Prowein il vino italiano raccontato dalla Deutschland Sommelier Assciation


A Dusseldorf, dal 19 al  21 marzo. HALL 15, Stand 15 B 03
 LA DEUTSCHLAND SOMMELIER ASSOCIATION AL PROWEIN RACCONTA IL NUOVO CORSO DEL VINO ITALIANO
160 mq, 65 Cantine e 30 eventi per un programma dedicato alle eccellenze enologiche del made in Italy_________________________________________________
 Conto alla rovescia per l'edizione 2017 del Prowein, The International Trade Fair for Wines and Spirits in programma a Dusseldorf da domenica 19 a martedì 21 marzo. Tre giorni molto attesi da esperti, giornalisti e buyers provenienti da tutto il mondo. E per molti di loro uno dei passaggi obbligati della fiera tedesca sarà quello allo stand della DE.S.A. (Deutschland Sommelier Association) unanimemente giudicato tra gli spazi più interessanti della manifestazione.
 160 mq, 65 cantine, 29 eventi tra i quali 8 verticali esclusive. Numeri importanti, quasi interamente dedicati al vino italiano, protagonista assoluto dell'area DE.S.A.
 "C'è una grande voglia di Made in Italy – racconta Sofia Biancolin, Presidente della DE.S.A.e la nostra associazione ha strutturato uno stand che potrà soddisfare appieno questo desiderio di approfondire la conoscenza del Vigneto Italia. Abbiamo raddoppiato gli spazi rispetto all'edizione precedente che ha fatto registrare, per noi della DE.S.A., un successo straordinario. Oltre 1.500 visitatori professionali tra giornalisti, buyers, ristoratori, enotecari, food&beverage manager sono transitati nel nostro stand nel 2016, con oltre 1.200 incontri tra i nostri espositori e i compratori internazionali. Contiamo di aumentare queste cifre, confermando il trend di crescita che da anni caratterizza la nostra presenza al ProWein".
 Fittissimo il programma, con 29 eventi che comprendono 8 verticali esclusive e diverse masterclass, condotte da alcune delle principali firme del giornalismo di settore tedesco. Dal Brunello all'Amarone, passando per il Gavi e il Sagrantino, senza dimenticare la partecipazione della Calabria, regione ospite di questa edizione 2017. E ancora appuntamenti con aziende ed etichette che fanno dell'Italia un punto di riferimento per i winelover di tutti i continenti, con attesissimi focus sul mondo delle bollicine nostrane, da Franciacorta e Trento. Il tutto con la partecipazione di sommelier e opinion leader italiani, in grado di raccontare al meglio le meraviglie dei nostri terroir. Che troveranno la giusta collocazione anche in alcuni eventi fuori salone, a partire dal celebre Big Bottleparty, realizzato dalla rivista Falstaff.
 "Sarà un viaggio attraverso l'Italia del vino – conclude Biancolindove si alterneranno momenti di approfondimento a incontri dedicati al puro business. Questo è il nostro format, in grado di esaltare l'enorme patrimonio varietale che fa del nostro Paese un unicum apprezzato da tutti gli appassionati. Nelle tre giornate non mancheranno appuntamenti con alcuni dei grandi classici del nostro panorama vitivinicolo ma già destano curiosità i momenti dedicati a realtà meno conosciute. Un mix di grande appeal, in linea con la nostra tradizione enoica".




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1 commento:

  1. E'davvero conveniente esporre in fiera?
    Questa domanda mi perseguita da tempo, in effetti un'organizzazione programmata, dove si vede coinvolgere tanta gente per la maggiore parte giornalisti di settore, editori di guide, società di servizi alle imprese che espongono, riunite tutte in un'unico contesto, si aggiungono ai molti curiosi assaggiatori occasionali che colgono la migliore occasione per cibarsi di prodotti fuori dalla loro portata di reddito, un migliaio ancora tra rappresentanti, già impegnati con le loro aziende, che approfittano di un momento di svago tutto pagato dall'azienda; bayers, e una manciata di ristoratori in cerca di novità. Il tutto in un evento di portata internazionale con una miriade di aziende di dimensioni macro già affermate. Tra queste anche una costellazione di micro aziende, produttori di eccellenze che cercano di contendersi spazi tra le grandi, con la speranza di acchiappare due tre contatti che con il beneficio del dubbio dovrebbero poi successivamente tramutarsi in veri contratti di vendita. Il punto, secondo il mio pare, è una questione di costi benefici, tenuto conto che la partecipazione a una manifestazione tipo, comporta spese di allestimento stand livello standard, spedizione prodotti e materiali cartacei e suppellettili, spese di viaggio e pernottamento per almeno due persone, vino consumato per degustazioni tra i curiosi e qualche partecipazione a degustazione alla cieca si raggiungono cifre non inferiori ai diecimila euro, ovvero dovrebbe generare un fatturato da contratti per 50.000 - 70.000 mila euro, molto improbabile per chi si affaccia sul mercato da poco. Alla pari si potrebbe ovviare, se l'organizzazione della fiera lo permette di suddividere uno spazio espositivo con tre forse quattro aziende di pari dimensione, al fine di un riduzione dei costi espositivi, e un maggior remunerazione in fase di contratti stipulati. Soluzione al che improbabile per ovvi motivi, e che mi hanno portato a cambiare strategie di vendita. Grazie alle tecnologie e una buona comunicazione oggi si può vendere online. Rivolgendomi direttamente al consumatore finale, creando così un rapporto di fiducia diretto e più gratificante. Ma questo è un'altra storia. Buona fiera a tutti.

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